La Yakuza moderna
Yoshio Kodama durante gli anni della guerra era un giovane di grande speranze:
ultranazionalista e fanatico. Svolse azioni di spionaggio in Asia e, all'età di 34
anni, era già Contrammiraglio della flotta imperiale e consigliere del Primo Ministro
Hideki Tojo.
Dopo la guerra venne incarcerato dagli americani che lo
considerarono, oltretutto, un elemento pericoloso. Sarebbe dovuto rimanere molto a
lungo in prigione, ma la sua frequentazione, prima della guerra, degli ambienti
della yakuza, gli valsero l'attenzione degli americani che cercavano un uomo di
collegamento tra la mafia giapponese e la sezione G-2 del loro spionaggio militare.
La funzione della yakuza, dopo la guerra, non era certo da sottovalutare,
con il governo nipponico ancora traballante. Gli americani si servirono della mafia
nipponica per cercare di bloccare la penetrazione delle idee comuniste nel Paese: la
yakuza veniva usata per intimidire le organizzazioni sindacali, per esempio.
L'uomo che ebbe il compito di porre termine allo scontro interno alla yakuza e di
unire gli sforzi delle varie famiglie in ottica anti-comunista era proprio Kodama
che aveva le conoscenze giuste, i contatti e il carisma
per poterlo fare. Molti
sussurravano che Kodama fosse il capo dei capi della yakuza, ma la cosa non venne mai
provata.
Oggi la yakuza non è meno potente e arrogante del passato.
I suoi interessi sono quelli tipici per le organizzazioni di questo tipo: racket,
sfruttamento della prostituzione, scommesse clandestine, riciclaggio di denaro, gioco
d'azzarto, traffico di droga. Elementi della yakuza sono infiltrati nell'economia,
nella politica, nella finanza. Caretteristici, per esempio, sono i Sokaiya, piccoli
azionisti che rilevano piccoli pacchetti azionari per poter avere diritto alla parola
nei consigli d'amministrazione in cui, mediante minacce e ricatti, influenzano la
politica aziendale.
Negli anni '90 il governo emanò una "legge contro le
attività illegali delle organizzazioni criminali", ma gli effetti furono piuttosto
scarsi. Per combattere la yakuza, inoltre, in molti luoghi pubblici venne interdetta
l'entrata a chi portava tatuaggi sul corpo.
Certo, ogni tanto ci sono delle
retate, ma il fenomeno yakuza è ben lungi dall'essere debellato: convivenze nella
politica, nella polizia e nel mondo economico, mettono la mafia giapponese al riparo
da qualsiasi pesante sconfitta che ne possa mettere a repentaglio l'esistenza.
La cosa incredibile è che la yakuza non si nasconde: ha i suoi uffici con ben visibili
le insegne della "famiglia" di appartenenza, gli stessi membri sono facilmente
riconoscibili, oltre che per il loro tatuaggi, anche
per il loro look e,
perfino, per il loro caratteristico modo di camminare arrogante, molto diverso da
quello di qualsiasi altro giapponese. Molto spesso ogni membro, come simbolo
destinato ad incutere soggezione, porta all'occhiello una spilla con il logo della
propria "famiglia".
In Giappone, il solo fatto di appartenere alla yakuza non
costituisce reato. Molte bande si sono registrate come organizzazioni religiose e,
se un membro finisce in prigione per qualche reato, ci sono gruppi fedeli di avvocati
pronti a sistemare il problema.
I capi della yakuza sono noti per la loro
intelligenza e, grazie anche alla complicità e, spesso, alla corruzione di ambienti
della polizia, è molto difficile riuscire ad incastrare qualche pezzo grosso. Le
operazioni illecite vengono sempre sapientemente celate dietro ad attività e società
perfettamente rispettose della legge.
Anche la popolazione spesso vede la yakuza
alla stregua di una protettrice contro le angherie dello Stato e delle banche. Un
esempio: le banche effettuano molti controlli sui clienti prima di accordare un
finanziamento mentre un finanziamento chiesto alla yakuza è più facile da ottenere
anche se, naturalmente, più pericoloso, specialmente se non si riescono a rimborsare
le rate.
Emblematico poi è l'episodio del terremoto di Kobe quando la yakuza,
che a Kobe ha una delle sue roccaforti, arrivò prima dello Stato ad organizare i
soccorsi e mise addirittura a disposizione i suoi elicotteri per trasportare i
feriti.
La yakuza è una organizzazione gerarchica al vertice della quale
c'è l'Oyabun. Il rapporto di fedeltà tra l'Oyabun e il sottoposto (Kobun) è sancito
dalla cerimonia del Sakayuki nella quale entrambi bevono dalla stessa tazza di Sake.
Altro rituale, più cruento, è il Yubitsume attuato quando un membro riconosce
di aver infranto le regole di fedeltà verso il suo capo e vuole farsi perdonare.
Nello Yubitsume il trasgressore si amputa la falange del
dito mignolo, l'avvolge
in un panno e lo dona al suo boss che, a causa dell'importanza del gesto, non può
rifiutarsi di accordare il suo perdono.
Un cenno lo dobbiamo poi fare sui
tatuaggi, spesso estesi ed elaborati, che ricoprono il corpo dei membridella yakuza.
Spesso i membri li esibiscono pure in pubblico come forma di intimidazione. L'usanza
dei tatuaggi
è molto antica e risalirebbe, alle bande di Bakuto del periodo di
Edo, o, addirittura ai Kabuki-mono del XVII secolo. Sono tatuaggi fatti utilizzando un
metodo doloroso e lungo: è una prova di coraggio che i yakuza devono affrontare prima
di entrare in una qualsiasi delle "famiglie".
La yakuza è composta da
varie "famiglie" ad ognuna delle quali fanno capo una serie di bande. Si stima che
componenti della Yakuza siano poco meno di 90.000.
La famiglia più importante è
la Yamaguchi-gumi con circa 39.000 membri divisi in 750 bande ed ha il quartiere
generale nella città di Kobe. La Sumiyoshi-rengo è la seconda con circa 10.000 membri
divisi in 177 bande, segue la Inagawa-kai con circa 7.400 affilliati e 313 bande con
base a Yokohama, Un po' particolare è la "famiglia" Toua Yuai Jiyo Kumiai,
che
opera principalmente a Tokyo, in quanto è composta da yakuza di origine coreana.
E' proprio la componenente coreana che caratterizza la composizione della yakuza: si
stima che circa il 10% di membri della yakuza siano di origine coreana. Altra grande
componente sono i burakumin che, secondo i dati della polizia, costituiscono tra il 60
e il 70% di tutta la yakuza. I burakumin e gli originari della Corea sono due gruppi
sociali che nel passato hanno subito pesanti discriminazioni all'interno della società.
Nonostante sia un fenomeno prettamente giapponese, la yakuza è presente anche
all'estero e soprattutto negli Stati Uniti (Hawaii), Messico, Corea del Sud ed
Australia.
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Prima parte dell'articolo
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Letture consigliate :
- I Burakumin
-
Yakuza, samurai in doppiopetto
- Yakuza: Past and Present
- Yakuza: Mark of the Tatoo

