Immigrazione e lavoro

Lavoratori immigrati

La popolazione del Giappone sta diminuendo e alcuni esperti stimano, addirittura, che entro il 3000 i Giapponesi saranno completamente estinti.
Senza arrivare a queste catastrofiche previsioni, si può però con certezza dire che la popolazione giapponese è in calo e questo dato rappresenta un problema sociale assolutamente da non sottovalutare. Non solo la popolazione giapponese diminuisce, ma - a rendere peggiore la faccenda - è sempre più vecchia.
Gli anziani sono sempre di più - la cosa non sarebbe di per sè un evento negativo -, ma le nascite sono sempre di meno. Questa coppia di dati, se messa insieme, comporta una serie di problemi gravi per la società nipponica.
Innanzitutto il peso sul sistema previdenziale rischia davvero di collassare se il trend demografico non verrà invertito in brevissimo tempo. I giovani che entrano nel mondo del lavoro non riescono a rimpiazzare i più numerosi anziani che lasciano per raggiunti limiti di età. Soprattutto il sistema pensionistico, a causa di minori contributi, trova sempre maggiori difficoltà ad erogare le pensioni.
Con questo deficit tra chi entra e chi esce, la forza lavoro diminuisce sempre di più con le inevitabili conseguenze, sull'economia nazionale, che tutti possono immaginare.
Come quindi riempire i posti vuoti lasciati dagli anziani e non coperti dalle nuove leve ? Parte del deficit della forza lavoro è coperto grazie alla robotica, ma questo certamente non è sufficiente, almeno per ora. Altra risorsa è costituita dall'immigrazione e qui si apre un delicato discorso: l'immigrazione rappresenta un danno o una risorsa per l'economia e la società giapponese ?

Diversamente dagli altri paesi ricchi ed industrializzati, il Giappone è al di fuori dei grandi flussi migratori. Paesi come l'Italia, la Germania, la Francia fanno largo uso di immigrati nel mondo del lavoro mentre in Giappone la percentuale di stranieri, sull'intera forza lavoro, è notevolmente più bassa.
Sono due i principali motivi che tengono il migrante lontano dal Giappone: la posizione geografica e la lingua, Il fatto che il Giappone sia un arcipelago raggiungibile solo via aereo, o per nave, non contribuisce certo a rendere il Paese una delle mete preferite delle persone costrette ad emigrare. E poi c'è il problema della società giapponese che, di fronte agli stranieri che vengono a vivere e a lavorare nel Paese, si presenta chiusa e difficilmente accoglie chi viene da fuori, specialmente se non conosce la lingua.
Anche il Giappone ha i suoi immigrati (cinesi, coreani, vietnamiti, filippini, russi, brasiliani), ma non certo nel numero che siamo abituati ad avere noi Europei.

Ma, tornando alla domanda iniziale, gli immigrati sono una risorsa o un pericolo per il Giappone ? Molti accusano i governi che si sono succeduti di un comportamento schizofrenico verso questo problema. Da una parte si riconosce che senza la manodopera straniera l'economia giapponese rischia di non essere più competitiva e quindi - vista la scarsità di stranieri che vengono in Giappone in cerca di lavoro - si va all'estero a reclutarli (lavoratori dal Brasile, infermiere dall'Indonesia, per esempio) con proposte allettanti. Dall'altra parte però non c'è stata una politica di sostegno a favore dei lavoratori stranieri che di fatto vengono discriminati rispetto ai colleghi giapponesi: stipendi più bassi, problemi con l'assicurazione, sistema assistenziale.
La società, nella grande maggioranza, vede poi con diffidenza l'arrivo di immigrati che spesso vanno a rimpinguare le file della Yakuza o della piccola malavita.
Insomma il Giappone si sta dibattendo tra queste due visioni del problema, ma è urgente trovare una soluzione, e un comportamento coerente, prima che il calo demografico faccia sentire tutto il suo peso sull'economia del paese del Sol Levante.