Kusanagi: la mitica spada
Il 7 Gennaio 1989 moriva l'Imperatore Hirohito e solo poche ore dopo vennero presentate al
figlio Akihito, il successore designato, tre involucri contenenti ciascuno uno dei tre
oggetti sacri, simboli della Casa Imperiale: i Sacri Tesori del Giappone.
L'origine di questi oggetti risale alla notte dei tempi, secondo la tradizione, e solo
dai racconti mitologici abbiamo qualche notizia su di loro.
Un involcro conteneva uno specchio: lo specchio (Yata no kagami) utilizzato per tirare
fuori con l'inganno la dea del Sole Amaterasu dalla grotta nella quale, a causa di una
lite con il fratello Susanoo, il dio dei mari e della tempesta, si era auto-esiliata. Il
secondo pacchetto conteneva la collana (Yasakani no magatama) che Izanagi regalò alla
figlia Amaterasu. L'ultimo involucro presentato ad Akihito conteneva una spada, forse
l'oggetto più affascinante dei tre: la mitica spada chiamata Kusanagi.
La spada utilizzata nella cerimonia però non è quella originale, ma solo una copia;
l'originale sarebbe custodita all'interno del tempio scintoista di Atsuta. Ma, molto
probabilmente anche quella custodita nel tempio sarebbe una copia della mitica spada
che, da notizie storiche, sembra che sia andata perduta in mare.
La spada Kusanagi non è visibile al pubblico ed è custodita gelosamente all'interno del
tempio. Neanche la scienza o i media hanno il permesso di ammirarla. Durante il periodo
di Edo ci fu un monaco scintoista che disse di aver visto la spada all'interno del
tempio: era lunga 84 cm, di metallo bianco e ben conservata. Sono le uniche informazioni
a disposizione sulla reale esistenza della spada all'interno di Atsuta.
Sull'origine e sulla storia di Kusanagi ci sono molti racconti contenuti sia nel Koijiki
che nel Nihonshoki. Districarsi quindi tra ciò che è mito e ciò che è Storia, è
praticamente impossibile.
Il mito ci dice che la spada venne trovata da Susanoo all'interno
di una della otto code del mostro che aveva appena ucciso: Yamata-no-Orochi. Susanoo la
chiamò Ama-no-Murakumo-no-Tsurugi e la diede in dono alla sorella Amaterasu, la dea del
Sole, come gesto riparatore. La dea del Sole, accettò di buon grado il dono e
successivamente la diede al nipote Ninigi quando lo incaricò di scendere sulla terra e di
governare sul Giappone con il compito di pacificarlo. Ninigi portò con se tutte e tre gli
oggetti sacri: oltre alla spada, lo specchio e la collana .
Il bis-nipote di Ninigi divenne il primo Imperatore del Giappone: Jimmu.
Così la spada passò di Imperatore in Imperatore fino ad arrivare all'Imperatore Keiko
(71-130 d.C.). Sotto il suo regno la spada venne data al grande guerriero Yamato Takeru
impegnato nella guerra contro gli Ainu. Trovatosi ad un certo punto in difficoltà,
contro uno dei generali nemici, circondato dalle fiamme e con il cavallo morto, usò la
spada Murakumo per spegnere il fuoco falciando l'erba. Così facendo si accorse che con
la spada riusciva a governare i venti: era una spada magica. Con questo potere, spinse il
fuoco verso il nemico e si salvò .
Per celebrare l'evento Yamata Takeru chiamò la spada Kusanagi-no-Tsurugi ("falciatrice
d'erba"). Takeru poi morì in uno scontro con un drago, ma in quell'occasione, contro il
consiglio della moglie, non aveva con sè la Kusanagi.
Importante per la storia della mitica spada fu l'Imperatore Temmu (631 - 686 d.C.).
Siamo ormai in un periodo in cui la Storia prevale sulla mitologia: ci sono documenti e
prove certe di fatti risalenti a questo periodo.
Probabilmente si deve all'Imperatore Temmu la codifica di certi riti di corte tra i quali
la consegna dei tre tesori della Casa Imperiale al nuovo Imperatore. Durante il regno di
Temmu, la Kusanagi, ritenuta responsabile della malattia dell'Imperatore, venne spostata
nel tempio di Atsuta.
Il tempio di Atsuta, a Nagoya, è uno dei più importanti luoghi sacri del Scintoismo.
Fondato circa 1.900 anni fa è dedicato alle cinque maggiori divinità del pantheon
scintoista. Sul suo legame con la mitica spada, c'è un altro racconto secondo il quale
venne costruito dal clan dei Mikoto,el che in quel periodo detenevano il trono
(l'Imperatore Keiko era del clan dei Mikoto), appunto per conservarvi la spada Kusanagi.
Nel XII secolo, nella battaglia navale di Dan-no-ura, combattuta tra il clan dei Minamoto,
che poi vinse, e il clan degli Heike (Taira), si narra che la spada andò
irrimediabilmente perduta in mare. A bordo di una nave degli sconfitti Heike c'era
l'Imperatore, di sei anni, Antoku che, insieme alla nonna, preferì suicidarsi buttandosi
in mare piuttosto che cadere in mano al nemico. Anche i tre oggetti sacri vennero gettati
in mare, ma i nuotatori dei Minamoto riuscirono a recuperare lo specchio e la collana:
la spada andò perduta. Altre fonti dicono che la spada venne poi recuperata e riportata
nel tempio di Atsuta.
Di racconti riguardanti la mitica spada ce ne sono tanti: venne rubata, ritrovata, spostata in luoghi più sicuri, vennero fatte copie. Vari elementi non cosentono di dare una certa attendibilità, soprattutto ai racconti più antichi. Il fatto che molte di queste storie, spesso anche in contrasto tra loro, si svolgano in un contesto mitologico e il fatto che molti di questi racconti, prima di essere trascritti nel Koijiki o nel Nihonshiki, siano stati tramandati oralmente per secoli, gettano seri dubbi sulla loro veridicità Che dentro il tempio di Atsuta sia varamente custodita una spada molto antica, anche gli studiosi lo ritengono plausibile. Meno credibile è che sia la Kusanagi.
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Altre letture cosnigliate :
Susanoo e Yamata-no-Orochi
Il tempio di Atsuta
The Kusanagi sword (PDF)