La strano caso del pittore
Sadamichi Hirasawa
Il 10 Maggio del 1987 moriva, a 95 anni, a seguito di una polominte, il pittore Sadamichi Hirasawa.
Hirasawa divenne famoso per essere stato protagonista di un, per certi versi misterioso, caso giudiziario che
partì da una tragica rapina in banca nel lontano 1948.
Sadamichi Hirasawa fu un valente pittore che ebbe l'onore di avere una esibizione all'Accademia Imperiale
(divenuta poi Accademia di Arte giapponese). Era conosciuto come "Il pittore di Orizzonti" per i soggetti dei suoi
quadri rappresentanti spesso paesaggi desolati.
All'età di 56 subì la terribile accusa di aver ucciso dodici persone, tra cui un bambino, durante una
rapina in banca.
Alla Teigin Bank, in un sobborgo di Tokyio, il 26 Gennaio 1948 si presentò un certo "Dott. Yamaguchi" che
disse di essere stato incaricato, dalle truppe di occupazione americane, di somministrare ai dipendenti della banca
una pillola per proteggerli dalla dissenteria. Era cianuro e delle sedici persone che assunsero il veleno, solo
quattro si salvarono. Il fantomatico "Dott. Yamaguchi" scappò poi con la cassa contenente 160.000 yen.
La polizia, dopo essere risalito al vero Yamaguchi, arrivò a Hirasawa che venne arrestato anche per essere
stato riconosciuto dai uno dei quattro dipendenti sopravvissuti. Hirasawa confessò e la difesa cercò di
avvalorare la tesi dell'insanità mentale. Ciò nonostante il pittore venne condannato a morte nel 1955,
condanna che non venne mai eseguita.
L'artista ritrattò la sua confessione, i testimoni oculari ammisero di aver confessato sotto tortura, ma non
fu possibile riaprire il caso. Egli rimase per ben 32 anni nel "braccio della morte" e morì poco prima di
ricevere la grazia dall'Imperatore. Morì a 95 anni continuando a dichiararsi innocente.
Nel 1985 un libro di un giornalista americano mise in dubbio che le pillole fossero composte da cianuro; secondo la
sua tesi si trattava di un composto chimico fabbricato dalla famigerata Unità 731 . Le forze di occupazione
sapevano che la polizia stava indagando in questa direzione e quindi usarono Hirasawa come capro espiatorio per
distogliere l'attenzione dall'Unità 731 le cui attività in quel periodo erano ancora sconosciute
all'opinione pubblica.
Il figlio adottivo del pittore, Takehiko, si sta battendo da anni per il riconoscimento dell'innocenza del padre.
Tentativo di riabilitazione

